
Se vi è capitato di percorrere la Bifernina, avrete sicuramente apprezzato lo splendido paesaggio che si può osservare all'altezza del lago. Ed è proprio qui, in provincia di Campobasso che, arroccato su una collina sulla valle del Biferno, sorge il piccolo borgo nel quale vogliamo portarvi oggi. Ecco allora una piccola guida su cosa vedere a Guardialfiera, passeggiando tra il centro storico e il lago.
Le origini di Guardialfiera risalgono al finire dell'Alto Medioevo quando, attorno al nucleo fortificato originale, si sviluppò il centro storico. L'origine del nome è incerta ma tra le varie ipotesi ve ne sono tre particolarmente accreditate. La prima lo fa risalire a “Guardia degli Alfieri”, la seconda a “Guarda Alfano” (riferito al monte di fronte al paese chiamato, appunto, Alfano), la terza al nome di “Adalferio”, Feudatario di Guardialfiera e Conte di Larino durante il dominio Longobardo.
Poco dopo la sua nascita, Guardialfiera era un piccolo centro fortificato ma la sua posizione dominante sulla valle la rendeva una tappa importante nel percorso verso la Puglia. E così nel 1053 fu proprio Papa Leone IX a soggiornarvi. Attraversando l'Italia meridionale per contrastare l'espansione dei Normanni, fu infatti fermato dalla piena del Biferno trovando rifugio proprio qui. Grazie al prestigio acquisito da questo episodio, nel 1061 papa Alessandro II istituì la diocesi di Guardialfiera e al paese fu concessa la Porta Santa.
Oggi Guardialfiera conserva il carattere di un piccolo borgo, dove le testimonianze del passato si incontrano con un paesaggio fatto di colline, boschi e scorci sul lago. Inoltre il legame con Francesco Jovine, autore di molti scritti sulla cultura contadina nel Molise, ne arricchisce l'identità culturale.
Bando alle ciance, ecco dunque la nostra guida su cosa vedere a Guardialfiera!
Il nome del centro storico deriva probabilmente dal fatto che le case erano un tempo arroccate alla base di un castello ormai scomparso. È un luogo molto silenzioso e piacevole dove trascorrere qualche ora grazie a vicoli, scalinate e case in pietra addossate le une alle altre. Delle antiche fortificazioni fatte di mura di cinta, porte d'accesso e torri, oggi non resta granché e ciò che si può ammirare sono i suggestivi scorci che durante il periodo natalizio fanno da cornice al Presepe Vivente.
Ed è proprio tra questi vicoli che sorge la casa natale di Francesco Jovine, autore di "Signora Ava", "L'impero in provincia" e "Le terre del Sacramento", pubblicato postumo e vincitore del Premio Viareggio nel 1950.
Passeggiando tra le vie di Piedicastello si arriva alla Chiesa di Santa Maria Assunta. Risalente all'XI secolo, questo edificio è una significativa testimonianza dello scorrere del tempo. Essendo stato oggetto di diverse ricostruzioni e restauri, è infatti possibile individuare sulle mura pietre sacre del periodo romanico, longobardo, gotico e barocco.
Lo stile architettonico è misto, proprio per via dei numerosi interventi subiti, e all'interno si può osservare un'unica navata con l'area presbiteriale sopraelevata, due altari in marmo e un coro in legno. Di epoche diverse sono anche le statue lignee, l'acquasantiera, la fonte battesimale, l'organo a canne e l'urna con le ossa del patrono San Gaudenzio. Interessanti sono anche la cripta paleocristiana con archi a tutto sesto e volte a crociera e la Porta Santa sulla facciata orientale, una tra le più antiche della cristianità.
Lasciandosi alle spalle il centro abitato si riprende l'auto per andare a visitare il lago. Conosciuto anche come lago del Liscione, si tratta di un bacino idrico artificiale non balneabile sul quale si possono tuttavia svolgere attività come sport, passeggiate e pesca, oltre naturalmente a godersi il relax e la cucina lacustre dei ristoranti nei dintorni. Nelle giornate di siccità, inoltre, non è raro vedere il ponte di Annibale sommerso.
Insomma, se cercate un luogo tranquillo dove ammirare il panorama molisano e stare al riparo dalla città, il lago di Guardialfiera è il luogo che fa per voi.
Guardialfiera si trova in provincia di Campobasso, e può essere raggiunta in auto percorrendo la SS647 Fondovalle del Biferno (Bifernina). Una volta raggiunto il paese, il consiglio è di lasciare l'auto nei primi posti disponibili e proseguire a piedi godendosi la tranquillità del paese. Per chi arriva con i mezzi pubblici, invece, è necessario arrivare a Termoli o Campobasso e raggiungere il paese con uno dei bus dell'ATM.
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