
Una delle cose che rendono maggiormente interessanti le celebrazioni religiose è il loro legame con la vita contadina. Spesso, infatti, in Molise come in molte altre regioni, si ritrovano feste che si intrecciano con i cicli di semina e raccolta e che, inserendosi all'interno di un ampio panorama di credenze, culti e leggende, hanno più l'aspetto di un rito pagano che di una commemorazione cristiana. Ne sono solo alcuni esempi la Festa del grano o le celebrazioni del 31 ottobre, entrambe legate ai cicli di semina e raccolta. Eravamo già stati a Petacciato, in occasione del Sant'Antonio che si festeggia il 16 gennaio, e oggi vogliamo tornare nuovamente qui per parlarvi di un'altra festa che analogamente si lega alle necessità della terra: il Sant'Antonio con gli animali.
La festa del Sant'Antonio con gli animali si celebra a luglio in molti paesi del Molise (e non solo), in occasione della ricorrenza cristiana di Sant'Antonio da Padova, protettore appunto degli animali. Petacciato, tuttavia, è l'unico paese in cui cade a settembre e questa usanza trova le sue ragioni proprio nella vita contadina. La ricorrenza nasceva con l'obiettivo di celebrare gli animali, utili per il lavoro nei campi e preziosi alleati per una società basata pressoché interamente sui prodotti agricoli. Il mese di luglio, però, è cruciale per la raccolta del grano ed è proprio in questo periodo infatti che gli animali servono maggiormente. Toglierli dai campi per festeggiarli, anche solo un giorno, voleva dire ritardare la raccolta e, in un piccolo centro come lo era Petacciato non era un lusso che ci si poteva permettere. Inoltre spesso gli animali venivano adornati proprio con i frutti della raccolta, non ancora disponibili perché questa era appunto ancora in corso.
E così, se in altri paesi si era disposti a prendersi un giorno di pausa per ringraziare i lavoratori a quattro zampe, a Petacciato si badava alla praticità e la data è stata fissata al 7 settembre.


La celebrazione del Sant'Antonio con gli animali a Petacciato si svolge in più fasi, con una processione che attraversa tutto il paese. Si parte la mattina presto dalla zona più nuova, a sud, dove carri e animali vengono adornati per l'occasione. Tale usanza è molto sentita dalle famiglie che, in omaggio al santo, mettono a disposizione il proprio carro. Qui la fantasia si sbizzarrisce nelle decorazioni: da chi adorna i carri con fiori di stoffa a chi utilizza pizzi e merletti, fino a chi le realizza con enorme maestria all'uncinetto. Qui non si perde occasione per banchettare: le famiglie del paese mettono infatti a disposizione degli organizzatori un ricco buffet con salumi, frittelle, formaggi, panini, dolci e bevande.


A questo punto si parte per la processione. In testa la banda e a seguire i carri, tutti con le immagini del santo e trainati da animali anch'essi adornati a festa, sfilando per il paese fino alla chiesa centrale dove il prede dice la messa. Oltre ai carri, inoltre, per il paese sfilano anche altri animali portati in processione per l'occasione come cavalli, muli e caprette. Terminata la funzione, infine, si riparte sfilando per l'ultima fase, ovvero la benedizione degli animali.





































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