
Chi segue questo blog avrà sicuramente avuto modo di leggere i nostri articoli sugli scavi di Sepino e sull'area archeologica di Pietrabbondante. Oggi vogliamo portarvi a Larino, in provincia di Campobasso, alla scoperta dell'area archeologica romana. Situata tra le colline del Molise, Larino custodisce una delle testimonianze più affascinanti del passaggio dell'Impero Romano nella regione. Visitare l’area archeologica di Larino significa compiere un viaggio nel tempo tra mosaici, terme e un anfiteatro che ancora oggi racconta la grandezza di una città che fu tra le più importanti del Sannio Frentano.
Il luogo saprà regalarvi un'atmosfera sospesa, che intreccia storia, natura e cultura, con splendidi scorci sui paesaggi circostanti.
Le origini di Larino risalgono all’età preromana, quando l'area era abitata dai Frentani. Con l’arrivo dei Romani la città, allora chiamata Larinum, divenne un centro fiorente e strategico sia per i commerci che per la vita culturale. Lo stesso Cicerone, infatti, la cita nelle sue orazioni, testimoniando la prosperità economica del centro.
L’assetto urbano iniziò a definirsi dal IV secolo a.C., con successivi ampliamenti in Età Imperiale. Tra il I e il II secolo d.C. Larino conobbe la sua fase di massimo splendore: furono realizzate le terme, il foro e soprattutto l’anfiteatro, dono di un cittadino di rango senatorio, che permise alla città di ospitare spettacoli in linea con le mode di Roma.
L’area archeologica si sviluppa su un altopiano poco distante dal moderno centro abitato. Passeggiando tra i suoi resti si ha la sensazione di camminare in una piccola città nella città, dove ancora oggi si distinguono i luoghi pubblici fondamentali della vita romana. In particolare la visita si svolge tra le terme, l'anfiteatro e il foro.
Le terme di Larino rappresentano uno degli esempi più raffinati della monumentalità romana in Molise. Decorate con mosaici policromi (oggi in parte custoditi nel Museo Civico di Larino), erano luogo di cura del corpo e socialità. Tra questi spiccano raffinate decorazioni marine in tricromia in cui motivi geometrici si alternano ad elementi zoomorfi come delfini, draghi e altre creature immaginarie.
Accanto alle terme, un percorso botanico offre un’interessante esperienza immersiva: qui crescono specie di piante un tempo utilizzate non solo come alimento, ma anche per usi pratici tra cui, ad esempio, dei rudimentali “spazzolini” ricavati da alcuni legni molto fibrosi.
Cuore del sito è senza dubbio l’anfiteatro romano, costruito intorno all’80 d.C. e con una capienza di circa 11.000 spettatori. Collocato in una zona marginale ma facilmente accessibile, era destinato agli spettacoli pubblici. A rendere affascinante il sito è lo stato di conservazione sorprendentemente buono che consente di osservarne le caratteristiche architettoniche. Tra queste, ad esempio, vi è l'alternanza tra l’opera reticolata (un paramento murario a forma di rete ottenuto con piccoli conci di tufo disposti diagonalmente) e l’opera laterizia (realizzata con mattoni disposti orizzontalmente), ben visibile nel corridoio funebre ed utilizzata per conferire solidità alla struttura. Stando al centro, poi, è possibile osservare la disposizione delle gradinate ed i buchi nella pavimentazione in cui un tempo erano posizionati gli ingranaggi che tiravano su animali e gladiatori. Sempre da qui, inoltre, è possibile sperimentare l'acustica che consentiva di rendere ben fruibili gli spettacoli.
Camminando sui corridoi circostanti, infine, si può immaginare esattamente come doveva essere raggiungere gli spalti all'epoca degli Antichi Romani.
Non lontano dall’anfiteatro si apre l’area del foro, centro politico, economico e religioso della città. Qui sorgevano i principali edifici pubblici e, secondo le ricostruzioni archeologiche, anche un santuario dedicato ad Afrodite. Passeggiare tra questi resti permette di immaginare la vita quotidiana di Larinum, con mercati, discussioni politiche e riti sacri.





















L’area archeologica di Larino si trova nella zona di Piano San Leonardo, a circa 2 km dal centro storico, ed è facilmente raggiungibile in auto. Una volta parcheggiato, vi basterà raggiungere a piedi l'ingresso sito all'incrocio tra via Dante e via Mazzini. La visita è gratuita ed è possibile seguire il percorso attraverso i pannelli informativi esposti. Prima di recarvi sul luogo, tuttavia, vi consigliamo di verificare che sia aperto chiamando la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Molise al numero 0874 4271.

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